Tommaso Lubrano
L'occhio "clinico" dell'accoglienza tra il Piemonte e la Puglia
Comunicazione, turismo ed accoglienza!
Il territorio raccontato da chi lo vive
Il Dott. Tommaso Lubrano è specialista in Chirurgia Generale.
Laureato nel 1981 in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Torino, consegue la Specializzazione in Chirurgia Generale presso la medesima Istituzione, nel 1988.
Attualmente, svolge l’attività Libero Professionale presso Cliniche e Centri Privati a Torino e Collegno, oltre ad essere Professore di Chirurgia generale presso la Scuola di Medicina dell’Università degli studi di Torino e Docente nei Master post Laurea “Assistenza infermieristica in sala operatoria - Procedure chirurgiche e strumentario in Chirurgia della Parete Addominale” presso lo stesso Ateneo.
È stato Direttore del Day-Surgery Centralizzato presso il Presidio Molinette - Città della Salute e della Scienza di Torino. Dal 1997 al 2001 è stato Docente di “Chirurgia della parete addominale” a Master post Laurea presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni Battista di Torino.
Precursore ed innovatore nel campo medico, ha introdotto tecniche operatorie e materiali nuovi rispetto alle tecniche tradizionali, è suo il day surgery, le dimissioni in giornata del paziente dopo l’intervento. Non solo, il Dottor Tommaso Lubrano è autore del testo: “Ernia inguinale, crurale e ombelicale” edito da Minerva Medica nel 2018, autore di oltre 80 pubblicazioni scientifiche sull’argomento, collaboratore di testate giornalistiche: “La Stampa Tutto scienze”, “Repubblica” e Reti televisive “Rai”, “SKY”, “Rete7”; giornalista pubblicista con al suo attivo una serie notevolissima di articoli pubblicati sulle più grandi testate.
Consulente Rai per la rubrica TG Medicina 33.
Il Dottore Tommaso Lubrano, è una persona “speciale” che mette subito a proprio agio l’interlocutore, ma il Professore è soprattutto un’eccellenza per l’alta valle.
“Sono libero per lei”, la sua prima risposta al mio “disturbo”?
E poi la chiacchierata informale, ed anche il tempo si prende una pausa …
“Amo l’alta valle di Susa, Sestriere è la mia meta dagli anni 90’, qui abbiamo casa, è un pezzo del nostro cuore. I miei figli Cecilia, Edoardo e Ginevra sono cresciuti tra le piste, da piccoli nello sci club sestiere, poi dall’amico Alberto Casse dell’Olimpionica. Ora, nonostante siano diventati grandi, quando si va in montagna, continuano come me e mia moglie Maura Gabriela (anche lei medico), ad avere lo stesso entusiasmo di quando erano piccoli”.
Sestriere, mi parla con trasporto e passione di queste montagne...
E come non potrei, abbiamo piste fantastiche, una natura che cattura e non stanca, ma al contempo, da amante di questa stazione sciistica, le posso dire che qualcosa dovrebbe essere rivisto.
Cosa intende Professore?
Ha presente la vita, la professione, l’andare avanti e migliorarsi costantemente? Ebbene, così dovrebbe essere per le nostre mete turistiche. Sestriere ha un potenziale straordinario ma che purtroppo non è sfruttato al massimo. Forse, come la mia cara Torino, ci si è cullati sul “va bene così”, senza andare oltre il grande input dato dalla Famiglia Agnelli. Nella vita, oltre alla competenza, bisogna avere coraggio ed un pizzico di sana follia, questi sono i tre elementi che ti spingono a voler andare oltre, a lasciare la staticità e l’immobilismo per cercare nuove frontiere, ecco intendo questo.
Vorrebbe dire che forse altrove sanno vendersi meglio? Mi ha accennato della sua dimora in Puglia.
Vendersi e comunicare è la prima forza di negoziazione. La comunicazione è la più potente delle armi di divulgazione. Metta il caso, le parlo della mia professione, che un paziente fuori regione, dalla Puglia ad esempio, voglia sapere chi è il migliore specialista, come potrebbe trovarlo se non attraverso la divulgazione delle sue stesse competenze? Così dovrebbe accadere nel mondo del turismo. E non parlo di grandi cose, sia ben chiaro, ma di una comunicazione fatta da chi fa questo di mestiere, come potrei io inventarmi ristoratore o albergatore? Non potrei e questo perché non ne ho le competenze. Quando ad esempio a Sestiere Franchino non avrà più intenzione di portare avanti il Tabata, chi potrà fare meglio di lui? Sono queste le domande che bisogna porsi. Sono i nostri giovani con le loro competenze che devono trovare le risposte giuste. Abbiamo acquistato casa in Puglia e sa cosa c’è di diverso? L’orgoglio della propria terra e questo genera la voglia di migliorarsi per andare avanti. In Puglia, ora, si ha la consapevolezza che coccolare il turista è fonte di guadagno, sono i primi ad essere accolti e rispettati. Con questo non voglio dire che l’alta valle non sia in grado di accogliere, ma vede, in fondo siamo piemontesi, eccelliamo in tante cose ma nell’aprirci all’altro facciamo fatica. Bisogna essere empatici, considerare l’aspetto umano, è questo il fondamento non solo del mio lavoro, ma di tutte le professioni.
(MOV)