DIVINETERRE

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Elisabetta Pellini

Elisabetta Pellini

La “sua” Sestriere

Elisabetta Pellini, 1995 seconda al concorso di bellezza di Mediaset “Bellissima”. Il tuo successo parte da qui. 

Ma com’era la “prima” Elisabetta?

Ho cominciato insicura ma curiosa nel 1995 in alcuni concorsi di bellezza, tra i quali "Bellissima" in onda su Canale 5. Mi ricordo l’emozione e l’insicurezza di una ragazza che sognava di entrare nel mondo dello spettacolo, ma che aveva paura di non esser sufficientemente bella o brava per farlo. Avevo la sindrome del brutto anatroccolo e volevo sfidarmi. Non pensavo di arrivare seconda al concorso, non immaginavo di poter esser presa in una agenzia di moda importante e firmare contratti con Mediaset per vari programmi... Non pensavo neanche di trasferirmi a Roma e cambiare radicalmente la mia vita. Al tempo ero una studentessa di giurisprudenza, con la passione per il cinema e la danza … e con tanti sogni bellissimi nel cuore, ma anche con la paura costante di non essere all'altezza. Non mi sono arresa e così ho affrontato la mia prima sfida … fino ad oggi.


Sorengo e Marchirolo, paesini di poche migliaia di anime… Roma, "regina" e capitale del cinema con 3 milioni di abitanti… Come si cambia?

Sono nata a Sorengo, in Svizzera, sono cresciuta a Marchirolo, un paesino in provincia di Varese. Poi alcuni anni in un collegio esclusivamente femminile ed il trasferimento a Milano per l’Università... per arrivare a

Roma e decidere di cambiare la mia vita, realizzare e trasformare un sogno in professione. Amo Roma.

All'inizio la trovavo caotica e dispersiva, ora mi trovo benissimo, innamorata della sua luce, arte, cultura... e della vita che ogni giorno faccio, sfidando le mie insicurezze di donna e di attrice, con tante amiche che mi vogliono bene e mi sostengono nei momenti più difficili. 


Negli anni ’90 tanta tv passando da una rete all’altra, le tipologie di programma le più svariate. Da dove nasce questa tua spumeggiante eterogeneità?

Credo che un artista debba provare un po' tutto, presentare, cantare, ballare, recitare... per poi decidere cosa è più adatto. Negli anni '90 ero ancora confusa, non sapevo bene cosa volevo fare, e così ho sperimentato vari generi... compreso il teatro…


E poi fu “red carpet” cinema e successo, ambita dai più grandi registi italiani e non solo, Neri Parenti con "Cucciolo", Carlo Vanzina con "Il cielo in una stanza", Gabriele Salvatores con "Denti". E ancora Ferzan Ozpetek, Fariborz Kamkari, Sergio Rubini, John Real... A quale interpretazione sei più legata?

Sono legata a tutti i personaggi che interpreto, anche se sono ruoli molto distanti da me, ma me ne affeziono come se fossero delle mie amiche. Con i registi mi abbandono e mi faccio dirigere, affidandomi a loro, questo comporta un bellissimo rapporto che crea complicità e spontaneità sul set.


Parti drammatiche, leggere, azione, commedia, il tuo istinto quale personaggio ti suggerisce?

Mi piace interpretare la dark lady, così diversa da me che mi stimola e diverte. Mi piace molto la commedia perché richiede spontaneità e tecnica quindi più difficile da interpretare, le sfide mi son sempre piaciute!


Attrice a tutto tondo, anche webserie, spot pubblicitari di pregio, cortometraggi, non ti fermi proprio mai…

Ci provo. Come dicevo, un artista non devi fermarsi ma continuare a studiare, osservare, guardarsi dentro, crescere creativamente e anche interiormente… conoscersi fisicamente ma soprattutto attingere alle proprie emozioni, trasformarle e renderle vere per poi portarle sul set o sul palco. Oppure come ho fatto recentemente, passare dietro la macchina da presa e provare a fare la regia. Ho prodotto due cortometraggi "Anatomia di un Amore" e "La Signora M", quest’ultimo è stato proiettato al Festival del Lido di Venezia, oltre ad aver ricevuto il riconoscimento come miglior regia al Festival Terra di Siena. Vediamo cosa succederà nel prossimo futuro...

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Domanda forse scontata ma d’obbligo… i tuoi progetti futuri?

E' da poco andata in onda la fiction Rai “Scomparsa”, è in post-produzione il film per il cinema “Stato di Ebrezza”... poi per il resto, essendo un po' scaramantica, incrocio le dita e speriamo di poter realizzare tanti piccoli grandi sogni... perché la vita prende colore con i sogni ... credo sia fondamentale sognare.


Raccontaci un po’ della tua vita fuori dal set, i tuoi hobby, le tue passioni… Sestriere e la Vialattea, lo sci che ami e quei tramonti che ti fanno sognare…

Nel tempo libero dedico le giornate alle cose che mi piacciono. Vado a mostre, mi perdo nella natura (campagna, mare, terme) e appena possibile mi ritaglio del tempo per me e salgo a Sestriere. Fin da piccola scio a Sestriere, amo questo posto, ho i ricordi più belli in queste montagne. Mi ricordo quando da piccola vi erano quelle grandi nevicate e quando facevo le gare con meno 15 gradi sotto zero... E ora, la mia più grande gioia è svegliarmi, fare colazione e poi perdermi sugli sci e percorrere le piste della Vialattea fino ad arrivare in Francia… sempre con il rischio di non riuscire a prendere l’ultimo impianto  che mi riporta a Sestriere!!


L’arte è stata il fulcro della tua crescita, i tuoi parenti Eugenio ed Eros Pellini, Eugenio uno dei fondatori della Scapigliatura, lo studio ed il laboratorio d’arte. Da piccola in quegli spazi amavi dipingere… ci racconti alcuni di quei momenti?

Ho conosciuto poco Eros Pellini, ma ero incantata quando entravo nel suo studio, avevo soggezione. Da piccola ho sempre amato disegnare, mi piace perdermi nei colori, che questi siano a pestello, acquarello o ad olio. Mi piace rifare i falsi d'autore e così forse scoprire la loro tecnica di pittura. Dipingere mi libera la mente dai pensieri. Ma i miei son pasticci... la loro, arte!


Regista… un talento di famiglia?

Mio padre Oreste negli anni 59/60 ha diretto con i fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni, la regia di due documentari “Africa Segreta” e “Africa Ama”, entrambi dei cult in quel periodo. Poi ha cambiato lavoro, ma credo mi abbia trasmesso la sua passione per il cinema e la fotografia. Quest'ultima è un po’ documentare la vita, osservarla e conoscere attraverso i viaggi nuove culture con cui confrontarsi e mettersi sempre in discussione.


Sappiamo che ami i colori e che ad ogni personaggio ne associ uno … Elisabetta di che colore è?

Associare ad un personaggio che interpreto un colore mi aiuta a identificarlo nella sua "anima". Elisabetta la vedo rosa pallido, un colore delicato, ma per averlo bisogna comporlo con tanti colori. Può sembrare un colore semplice, in realtà è molto complicato e sensibile, con tante sfumature che cambiano a seconda della luce che riceve.